<< NON MANGI NE LATTICINI NE UOVA?? POVERINA! >> PARTE 1# I DOLCI!

Ciao ragazze! No non sono impazzita.. questo è un post un pò diverso dal solito, dedicato a chi, come me, ha delle restrizioni alimentari da seguire per motivi di salute. Chi ne soffre sa che già il non poter mangiare latte e derivati è una grossissima limitazione, soprattutto con il nostro tipo di cucina.. se poi le intolleranze o le allergie sono più di una, spesso la situazione diventa insostenibile!
Solitamente il panico assale nei primi mesi, dove si deve riformulare totalmente la dieta e vi sembrerà di mangiare aria, ma il problema più grosso di chi non può mangiare ne latte ne uova sono assolutamente i dolci! Brioches, biscotti, torte, crostate, muffin, merendine e persino la maggior parte del cioccolato in vendita nei supermercati contengono l’uno o l’altro ingrediente (se non entrambi) e anche entrare dal fornaio diventa una lotta tra il vostro autocontrollo e la vostra golosità. 
La stessa pizza diventa triste.. perchè dobbiamo dirlo.. la pizza senza formaggio che pizza è?? 
Quindi oggi mi piacerebbe dare qualche dritta a chi ha il mio stesso problema e si trova alle prime armi, non sa che prodotti sostitutivi comprare ne dove reperirli. Premettendo che ovviamente un pò di sacrificio lo si fa comunque, soprattutto quando si è fuori casa, devo dire che da quando sono a dieta ho scoperto un sacco di cibi sicuramente più salutari nonchè dolci e pietanze altrettanto buone!

N.B. TUTTE LE MARCHE CITATE SONO REPERIBILI PRESSO I SUPERMERCATI DELLA CATENA NATURASI E NEI NEGOZI DI ALIMENTARI BIO.

Per quel che riguarda il latte vaccino, il sostituto per eccellenza è il latte di soia! Però non è così facile.. la maggior parte dei latti di soia da discount, oltre a fare veramente schifo spesso provengono da soia OGM. Tra tutti i latte di soia che ho provato, quello che assomiglia di più al latte di mucca è sicuramente quello della Provamel aromatizzato alla vaniglia. Esiste in diversi formati:
– da 1 litro
– drink da 250ml

Provamel soya drink vaniglia e cacao

e in diversi gusti:
– al naturale
– alla vaniglia
– al cacao (buonissimo)

Nel caso in cui non vi trovaste bene con il latte di soia, esistono tanti altri latti vegetali come il latte di riso, il latte d’avena e il latte di mandorla.
Personalmente, visto che non ho l’abitudine di bere latte di alcun tipo a colazione, opto per la versione drink da 250ml che potete vedere in foto.
Il latte di soya alla vaniglia è ottimo per preparare dolci vegani, mentre per le preparazioni salate trovo sia migliore il latte di riso.. provatelo per fare un purè! Sarà ottimo e anche chi non è abituato ad usare i latti vegetali vi farà i complimenti! (parola di fidanzato che mangia il purè con il latte di riso nonostante sia super schizzinoso!).

I dolci più facili da reperire, privi di latte e uova, sono certamente i budini addensati solitamente con gomma xantana o guar. Se vi piacciono questo tipo di dolci a cucchiaio, per ora i migliori che ho provato sono i budini marca Sojade! Anche questi sono disponibili in svariati gusti:
– vaniglia (i miei preferiti)
– cioccolato
– caramello 


Sulla falsa riga dei monoporzione, anche la Provamel fa un prodotto simile ma contenuto nel tetrapack:


I budini Sojade e Provamel sono ovviamente a base di soya! Se non vi piacessero sappiate che ne esistono anche di altre marche, come ad esempio quelli della Naturattiva, a base di latte di riso:


Quest’ultimo non l’ho mai provato! L’ho preso in offerta.. vi saprò dire se sono mangiabili! La Naturattiva fa anche degli ottimi gelati alla soya. Per chi non lo sapesse, questa marca è prodotta e distribuita dalla stessa azienda che mette in commercio la Valsoia, trovo però sia decisamente migliore di quest’ultima.

Ed ora il tallone d’Achille per eccellenza: i biscotti!
Per chi ama il cacao in tutte le salse, consiglio i frollini di Kamut delle Ecor.

Mentre per chi preferisce biscotti più semplici, sono assolutamente da provare i biscotti al limone della Fior di Loto! Non hanno assolutamente nulla da invidiare a dei biscotti normali!

Inutile dire che i dolci migliori sono quelli fatti in casa.. nel caso voleste provare a fare dei dolci vegani, vi ricordo i link alle ricette già presenti sul blog:


Nel caso trovaste interessanti questo tipo di post fatemelo sapere lasciando un commentino 🙂 perchè vorrei fare lo stesso tipo di articolo anche per i cibi salati!

Per oggi è tutto ragazze! Un bacio



IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: POLPETTE DI ZUCCA E TOFU

Ciao ragazze! essendo che qualcuna di voi mi ha chiesto qualche dritta su come cucinare il tofu, ho pensato di condividere uno dei miei ultimi esperimenti culinari!
Come saprete, sono a dieta e la domenica sera è la giornata dedicata al tofu! Prima di cominciare con la ricetta ecco qualche informazione in più su quest’alimento:
 
 
Il tōfu (dal cinese 豆腐, pinyin dòufǔ), talvolta definito anche come caglio di semi (di soia), è un alimento diffuso in quasi tutto l’estremo oriente (Cina, Giappone, Corea, Vietnam, Thailandia, Cambogia) ed è appunto costituito dalla parte proteica del fagiolo. Sebbene il suo nome sia giapponese, ha origini cinesi, viene ricavato dalla cagliatura del latte di soia e dalla successiva pressatura in blocchi generalmente nella forma di parallelepipedo. 
Esistono varie tipologie di tofu, le principali sono:
  • il tofu delicato: (嫩豆腐 o 滑豆腐 in cinese, “tōfu delicato” o “tōfu liscio”; 絹漉し豆腐, kinugoshi tōfu in giapponese) è il tōfu che trattiene la maggior quantità di liquido. Ha una consistenza molto simile a un budino delicato.
  • il tofu solido: (豆腐 in cinese; 木綿豆腐, momendōfu in giapponese, letteralmente “armonia di tōfu”): anche se prosciugato e pressato, questa forma di tōfu fresco contiene ancora una grande quantità di liquido. Possiede la consistenza della carne cruda, ma, se pressato, torna facilmente alla forma originale. La superficie del tōfu è generalmente segnata con il motivo della mussola nella quale la forma era inserita. Si può tagliare facilmente a “cubetti”.
  • il tofu secco: (豆乾 in cinese, letteralmente “tōfu secco”): è una particolare varietà di tōfu con la più bassa quantità di liquidi tra tutti i tōfu freschi. È compatto come la carne cotta e, qualche volta, presenta una consistenza elastica. Se si affetta in modo sottile si sbriciola facilmente.
Nei negozi biologici, oltre a queste tipologie di tofu, possiamo trovare anche quelli aromatizzati (basilico, pomodoro, sesamo ecc..).
 
Dopo questo piccolo preambolo passiamo alla ricetta:
 
Ingredienti:
– 1/2 zucca
– 200 g. di tofu al naturale
– 1 patata precedentemente lessata
– olio evo
– salsa di soia
– pan grattato
– prezzemolo
– noce moscata
– paprika dolce
– semi di sesamo
-sale
 
Procedimento:
Cuocete la mezza zucca al forno o al vapore e una volta cotta rimuovete la scorza (quest’operazione risulterà molto più semplice a cottura ultimata). Io ho optato per la cottura al vapore visto che è molto più veloce e soprattutto perchè la mia zucca era surgelata.
 
 
Nel frattempo prendete il vostro tofu, scolatelo dall’eventuale liquido di conservazione e sminuzzatelo con le mani. Una volta sminuzzato aggiungete 1 cucchiaio di olio evo e un cucchiaio di salsa di soia.
 
 
 
Unite in una terrina dai bordi alti il tofu e la zucca a cubetti e affinate la grana dell’impasto con una forchetta. 
 
 
Aggiungete la mezza patate, il prezzemolo, la noce moscata e la paprika dolce ed infine un cucchiaio d’olio per ammorbidire l’impasto.
 
 
A questo punto passate l’impasto nel mixer di modo da ottenere una texture omogenea e non granulosa. Aggiustate di sale e modificate la consistenza con qualche cucchiaio di pan grattato se necessario.
 
In un piatto a parte mettete del pan grattato, del prezzemolo, qualche cucchiaino di semi di sesamo e un filo d’olio (l’olio servirà per far si che la panatura rimanga attaccata alle nostre polpette visto che non utilizzeremo l’uovo). Preparate le polpette e passatele nel pan grattato aromatizzato.
 
 
A questo punto potete friggerle, cuocerle al forno o sulla piastra. Personalmente ho notato che rimangono molto meglio fritte.. c’è poco da fare.. quindi se siete a dieta potete provare queste polpette nel cosiddetto “giorno libero” (il mio è appunto la domenica), se invece non avete problemi… BUON APPETITO!
 
Purtroppo non ho una foto delle polpette cotte perchè le prime polpette che ho fatto erano orribili esteticamente, mentre quelle che vedete mi sono dimenticata di fotografarle una volta cotte :S 
Per concludere..Piccolo consiglio: con queste quantità verranno fuori parecchie polpette, per conservarle vi suggerisco di cuocerle e surgelarle in monoporzioni di modo da non mongiare polpette per un mese 🙂 sono ottime, risolvono splendidamente un pranzo o una cena accompagnate da un’insalata o con delle verdure cotte e si scaldano molto velocemente!
 
Per oggi è tutto ragazze!
 
 
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: FACCIAMO IL SEITAN!

Ciao ragazze, buon anno! 
Come si usa dire: anno nuovo, vita nuova! infatti conto, entro l’anno, di diventare completamente vegetariana. Questo è il mio obbiettivo per il nuovo anno, ovviamente non farò di testa mia ma sarò affiancata da un nutrizionista perchè con queste cose non si scherza! Da domani comincerò la dieta di transizione che includerà cereali integrali, seitan, tofu, parecchia frutta e verdura nonchè derivati della soia.. così, per non dover diventare schiava del caro, in tutti i sensi, Naturasì ho deciso di provare a fare in casa il seitan! Per chi non conoscesse quest’alimento, il seitan, chiamato anche muscolo di grano, è un alimento molto antico di origine mediorientale formato esclusivamente dalla parte proteica ed insolubile della farina. E’ ricco di proteine, povero di grassi e colesterolo ma ha il limite di non poter essere assunto dalle persone celiache perchè composto appunto dal glutine!
In commercio si possono trovare tantissime varietà di seitan, il quale cambierà gusto a seconda della farina da cui è stato estratto e a seconda delle spezie utilizzate.
 
Per un panetto di seitan vi servirà:
– 1 kg di farina a vostra scelta (le migliori sono la manitoba e la farina di kamut)
– acqua q.b.
– olio evo
– salsa di soia
– spezie a piacere (io ho utilizzato aglio secco, rosmarino, chiodi di garofano, zenzero, pepe nero)
– cipolla
– sedano
– carota
 
Procedimento:
Munitevi di una ciotola capiente e unite al suo interno acqua e farina. Dovrete ottenere una palla di pasta soda, priva di grumi (simile all’impasto della pizza).
 
 
 
 
Se avete tempo, mettete in ammollo in acqua fredda la vostra pasta per almeno 2 ore, questo faciliterà il successivo lavaggio rendendolo più corto. Se invece, come me avete il tempo contato, passate direttamente al lavaggio della pasta aiutandovi con uno scolapasta.
 
 
Manipolate la pasta nell’acqua fredda come se steste ancora impastando, vedrete che quest’ultima si colorerà di bianco gesso.
 
 
Cambiate l’acqua e ripetete l’operazione di lavaggio sino a quando tutta la pasta si sarà liberata dell’amido lasciandola limpida.
Alla fine dei lavaggi, durante i quali il vostro impasto si sarà dimezzato in dimensioni, otterrete una sostanza spugnosa: il seitan!
 
 
Essendo che il seitan non sa di nulla consumato al naturale, a questo punto lo si dovrà lavorare in modo da renderlo appetibile! Per far ciò lo si dovrà mettere a marinare. Alcuni saltano questo passaggio per averlo neutro e lavorarlo in un secondo momento, io invece preferisco che sappia di qualcosa sin da subito 🙂 L’ho perciò immerso in una salsa composta da: salsa di soia, olio, rosmarino, aglio, zenzero, pepe nero e chiodi di garofano. 
Lasciate il seitan in ammollo il più a lungo possibile, io l’ho lasciato marinare 8 ore circa.
 
 
Giunti a questo punto preparate in una pentola a parte del brodo vegetale con cipolla(io ne ho messa solo mezza, ma dipende dai gusti), carota e sedano.
 
 
Portate il brodo ad ebollizione e aggiungetevi il composto in cui avete marinato il seitan.
 
 
Manipolate il seitan marinato in modo da dargli una forma cilindrica a salsicciotto e legatelo a caramella in un panno di cotone.
 
 
Immergete la caramella all’interno del brodo e fate cuocere il tutto per 60 minuti.
 
 
Passati i 60 minuti lasciate raffreddare il seitan nel brodo di cottura, dopo di che slegatelo e affettatelo! Il vostro seitan è pronto per essere cucinato come meglio credete: per polpette, stufati, ragu ecc!
 
 
Per conservarlo, visto che a me ne sono uscite 15 fette, potete scegliere se surgelarlo oppure conservarlo in frigorifero per un massimo di 10 giorni, coperto con il suo brodo di cottura, in un contenitore a chiusura ermetica.
 
Buon appetito Ragazze 🙂
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: VELLUTATA DI CAROTE

Ciao ragazze, scusate la prolungata assenza ma purtroppo nell’ultimo periodo è successo di tutto.. in primis l’influenza e secondo luogo i ladri che hanno deciso di far visita esattamente al mio vicino di casa con conseguente arrivo di polizia e pompieri anche nel nostro appartamento per vedere se si poteva entrare in qualche modo nella casa affianco senza dover smontare o ancor peggio buttare giù la porta..
Ecco perchè tutti i miei progetti per le foto-ricette purtroppo sono saltati, ma ho deciso che continuerò comunque a postarle perchè sono ricette semplici che possono tranquillamente essere utilizzate anche durante l’anno!
Questa sera mi sono cimentata per la prima volta in una vellutata di carote e caspita, non pensavo proprio venisse così buona! così ho deciso, anche se non era programmato, di condividerla con voi! La ricetta, a grandi linee, me l’ha suggerita la mia compagna di università la quale me l’ha consigliata come come ottimo rimedio contro la nausea, l’acidità e i problemi di stomaco in quanto è in grado di riequilibrarne il pH, inoltre è ricca di vitamine e sali minerali! (così mi è stato detto 😀 )
Non essendo una cosa programmata non ho fatto fotografie, ma all’incirca la vellutata o zuppa di carote dovrebbe avere questo aspetto:
 
Le dosi che vi fornirò sono per una persona, se volete prepararla per più persone aumentate proporzionalmente le dosi!
 
Ingredienti:
– 2 carote medie
– cipolla
– prezzemolo
– sale
– olio evo
– 1/4 di dado da brodo
– acqua q.b.
 
Procedimento:
Lavate e pulite le carote privandole dello strato più superficiale, ovvero quello che è stato a contatto con la terra, dividete la radice a metà per la lunghezza e tagliate il tutto a fettine il più sottili possibile (in questo modo la cottura risulterà più veloce). Ponete le carote in una pentola, aggiungete la cipolla, il prezzemolo, il dado e coprite d’acqua. Infine aggiungete il sale e l’olio extravergine d’oliva (ne basta davvero poco quindi non esagerate o la vellutata risulterà nauseante). Accendete il fornello e portate a bollore a fuoco vivace, raggiunto il bollore abbassate la fiamma e limitatevi a mescolare di tanto in tanto. Controllate lo stato di cottura delle carote con una forchetta, quando queste saranno morbide tanto da cominciare a sfaldarsi contro di essa togliete il tutto dal fuoco.
Adesso armatevi di frullatore ad immersione e frullate il tutto. Se la zuppa vi sembrerà troppo liquida lasciatela cuocere ancora un pò di modo da far consumare l’acqua in eccesso, al contrario allungate con un pò d’acqua o brodo vegetale avendo cura di ricontrollare le dosi di sale.
Servite la vellutata ancora calda e lasciate a disposizione l’olio extravergine d’oliva da poter aggiungere a crudo e del parmigiano (nel caso in cui possiate mangiarlo.. io l’ho mangiata senza ed era ottima comunque!), potete inoltre decorare il piatto con un ciuffetto di prezzemolo fresco e mettere al centro tavola un cesto con pane tostato a cubetti o crostini. Se non foste amanti dei crostini potete aggiungere del riso, meglio se integrale!
 
Buon Appetito a tutte! 🙂
 
 
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: LE CREPES ALLA FARINA DI CECI

Ciao ragazze! anche se un pò in ritardo con i tempi ecco una ricetta velocissima per fare delle fantastiche crepes senza uova e senza derivati animali!
Probabilmente qualcuna di voi conosce ricette simili, personalmente è la prima volta che provo a farle e devo dire che sono buonissime! la pastella può essere usata anche per fare una “frittata” di zucchine, patate, cipolle ecc.. insomma potrete far lavorare assolutamente la fantasia!
Questa è la ricetta che ho usato io (le dosi le ho fatte sul momento andando a naso e cercando di ricordarmi come si faceva una classica pastella da crepes, con queste vi verranno fuori 3 mestoli circa di pastella, quindi 3 crepes piccine, se volete farne di più aumentate le dosi proporzionalmente).
 
Ingredienti:
– 4 cucchiai di farina di ceci (usatene una bio o comunque di buona qualità perchè è quella che darà il gusto a tutto il composto)
– 1 cucchiaio d’olio evo
– 1/2 cucchiaino di bicarbonato
– acqua q.b.
– sale 
– pepe
 
Farcitura:
a piacere
 
Procedimento:
Mettete in una terrina la farina di ceci, l’olio, il bicarbonato, il sale e il pepe.
 
 
A questo punto, aiutandovi con una frusta, incorporate poco alla volta l’acqua sino ad ottenere una pastella piuttosto liquida che possa essere raccolta comodamente con un mestolo da minestra.
 
 
Scaldate a fuoco vivo una padella antiaderente con pochissimo olio evo, quando l’olio comincia a sfrigolare abbassate il fuoco del fornello e portatelo quasi al minimo. Mettete un mestolo di pastella nella padella calda e fate cuocere il tutto pochi minuti per lato. Attenzione: proprio come accade per le crepes tradizionali, anche la farina di ceci brucia facilmente, quindi fate attenzione perchè ci vuole veramente poco per fare un pasticcio!
 
 
Andate avanti e ripetete la cottura per ogni mestolo di pastella sino a quando non l’avrete terminata.
Consiglio: se potete farcite subito la vostra crepes o rischierà di rompersi.. io purtroppo ero da sola e infatti la seconda, durante la farcitura, mi si è rovinata.
 
 
Se dovete servirle come antipasto vi consiglio di farcile e arrotolarle di modo da poter poi tagliare tanti rotolini a mo’ di sushi, magari servendoli su un letto di lattuga per fare un pò di scena. Potete farcire la vostra crepes come meglio credete: 
– se non siete vegetariani ne avete intolleranze nei confronti dei latticini potete buttarvi sulla classica prosciutto cotto e formaggio
– se siete vegetariani potrete fare una farcitura caprese con pomodorini a dadini, mozzarella, sale olio e origano oppure con una crema di formaggio caprino, erba cipollina, sale e pepe. 
Io ho optato per la versione “ligure” ovvero la farcitura con il pesto!
Dovete sapere che qui in liguria, quando si va nelle creperie, tra le crepes salate c’è sempre la versione al pesto.
 
Per chi non sapesse come si prepara il pesto ligure, vi ricordo velocemente la ricetta..
Ingredienti:
– Foglie di basilico
– olio evo
– aglio
– parmigiano (c’è chi mette parmigiano e pecorino insieme, personalmente preferisco la versione con solo parmigiano)
– pinoli
– sale q.b.
 
Procedimento (tradizionalmente si utilizzava il mortaio, io lo faccio tranquillamente nel robot da cucina): lavate e asciugate le foglie di basilico fresco e ponetele nel bicchiere del robot da cucina insieme a uno spicchio d’aglio (se ne fate poco mettetene mezzo), una manciata di pinoli, una manciata di parmigiano e/o pecorino ed il sale. Azionate le lame e a filo aggiungete l’olio sino a quando non avrete raggiunto la consistenza di una crema spalmabile. A questo punto assaggiate, aggiustate eventualmente di sale e spalmate il pesto sulle vostre crepes. Se ve ne dovesse avanzare potete conservarlo nel frigo, in un recipiente per qualche giorno, avendo cura di coprire la supercie con dell’olio di modo che non scurisca. Con il pesto in eccesso potete condire degli ottimi spaghetti, meglio se le bavette (ovvero lo spaghetto lievemente schiacciato.. qui in liguria è un classico) oppure una pasta fresca a base di farina di castagne.
 
Care ragazze spero di avervi dato un’idea simpatica per preparare un gustoso antipasto! Alla prossima 🙂
 
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: IL TORTINO VEGANO ALLA ARSHES

Ciao ragazze! essendomi rassegnata a dover cucinare e avendo zero fantasia quando sono stanca, qualche sera fa, mentre parlavo con Daniela (in arte Arshes di *ArshesOnTheOtherside*) ho chiesto un aiuto sul come mettere insieme qualcosa di gustoso con quello che avevo in casa..e questa è la ricetta che ne è uscita 🙂
 
Ingredienti:
– 3 patate
– bietole o spinaci
– pinoli
– cipolla
– olio evo 
– pasta sfoglia
– spezie a piacere (io ho utilizzato maggiorana, noce moscata e pepe nero)
– sale q.b.
– pane secco grattuggiato
 
Pulite le bietole e le patate lessandole entrambe in acqua salata.
 
 
Prendete le bietole e mettetele in una casseruola (meglio se avete una padella) e ripassate la verdura con olio evo, pinoli e cipolla tagliata fine (io avevo solo la cipolla secca). Se le foglie delle bietole vi risultano troppo grandi tagliatele. Fate soffriggere il tutto sino a che l’acqua delle bietole non si sarà ritirata. 
 
 
Sbucciate le patate, eliminate le parti brutte e schiacciatele con uno schiaccia patate (io per far prima ho utilizzato la forchetta).
 
 
Unite bietole e patate, a questo punto aggiungete le spezie, 1 o 2 cucchiai d’olio a seconda della durezza del composto. Assaggiate e aggiustate di sale se serve.
 
Stendete la vostra sfoglia e bucherellatela per evitare che si gonfi in cottura.
 
 
Versate il ripieno all’interno della sfoglia, spianatelo e ripiegate il bordo di pasta in eccesso formando un grazioso bordino, spolverare la superficie con il pane secco grattuggiato.. a questo punto siete pronti per infornare!
 
 
Infornate a 180-200°C sino a quando la pasta sfoglia non risulterà croccante e dorata.
 
 
Lasciate intiepidire e servite con un contorno di verdure fresche come pomodori o insalta. Se realizzata in una teglia quadrata sarà certamente un simpatico cibo da “finger food”una volta tagliato a quadratini, in quanto l’impasto risulterà compatto e non rischierete di trovarvi la torta salata ovunque!
E anche per questa foto ricetta è tutto! Alla prossima!
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: I MUFFIN VEGANI AL CACAO

Ciao ragazze!
scusate l’assenza dell’ultimo periodo ma ho veramente tante cose in ballo.. comunque, questa sera ho deciso di rilassarmi preparando i muffin per la mia dolce metà! 
Come al solito, essendo io ancora agli inizi con la cucina vegana, non mi sono inventata nulla e ho preso spunto dal video di Valedocet!
La ricetta è molto semplice e veloce, le uniche cose indispensabili per la buona riuscita dei dolcetti sono i pirottini, l’apposita teglia da muffin e un pò di olio di gomito per girare l’impasto!
 
Ingredienti:
– 400 g di farina 0
– 180 g di zucchero
– 4 cucchiai di cacao in polvere (io ho utilizzato quello già zuccherato ma i muffin non sono venuti eccessivamente dolci, se usate quello amaro aumentate un pò la dose di zucchero)
– 250 ml di latte di soia aromatizzato alla vaniglia
– 100 ml di olio di semi (io ho utilizzato quello di semi di mais, evitate l’olio d’oliva perchè è troppo pesante e ha un gusto troppo connotativo per i dolci)
– 1 bustina di lievito per dolci (meglio se bio)
– un pizzico di sale
 
 
Preparazione:
 
Unite in una terrina la farina, lo zucchero, il sale, il cacao in polvere e mescolate il tutto aiutandovi con una frusta.
 
 
A parte unite latte e olio e poi incorporate la soluzione ottenuta nelle polveri sino ad ottenere un crema piuttosto densa.
 
 
Aggiungete la bustina di lievito ed aggiustate la consistenza dell’impasto aggiungendo eventualmente del latte di soia se dovesse risultare troppo duro. La consistenza giusta è quella dei classici impasti da torta.
 
A questo punto disponete i pirottini nella teglia da muffin, riempiteli e infornate i vostri dolcetti a 200°C per 15 minuti (forno statico).
 
 
Una volta pronti, sfornateli, lasciateli raffreddare e buon appetito!
 
 
Un consiglio in più: se come me volete utilizzare i muffin per la colazione e conservarli per più giorni, avvolgeteli uno ad uno nella pellicola per alimenti e riponeteli nel frigorifero!
 
Ragazze vi ricordo che il giveaway è sempre aperto con premi assolutamente naturali ed ecobio! Vi aspetto!
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: IL POLPETTONE LIGURE RIVISITATO

Ciao ragazze! mi sono appena resa conto che quando ho aperto il blog mi ero prefissata ogni tanto di postare qualche ricettina sfiziosa, magari vegetariana se non addirittura vegana.. Ho appena terminato di cucinare un piatto tipicamente ligure, purtroppo non l’ho fotografato, ma mi sono detta che nonostante manchino le immagini, qualcuno potrebbe trovare uno spunto sano e gustoso 🙂
 
Per chi ancora non lo sapesse, io non sono vegetariana ma non amo mangiare ne carne ne pesce sia per motivi etici sia per preferenze personali,inoltre da ormai quasi 4 anni ho scoperto di essere allergica alle uova e sono da sempre intollerante al latte e derivati.. ora vi starete domandando.. ma che diamine mangi?? sino a qualche tempo fa me lo sono chiesta anch’io.. sino a che non mi sono rassegnata a cucinare ex novo quasi tutto.. quindi al bando la pigrizia e cibi pronti e benvenuti fornelli!
La cucina della mia regione devo dire che mi è stata molto utile, infatti la cucina ligure è particolarmente ricca di verdure o comunque piatti facilmente modificabili, oggi perciò vorrei proporvi la ricetta del POLPETTONE LIGURE e la mia personale rivisitazione per renderlo appetibile anche a me, il procedimento è pressocchè identico!
 
POLPETTONE (ricetta originale)
– fagiolini (cornetti)
– patate
– 1 o 2 uova a seconda della quantità dell’impasto
– maggiorana
– parmigiano
– noce moscata
– sale
– olio extravergine d’oliva
 
POLPETTONE (ricetta riadattata)
– fagiolini (cornetti)
– patate 
– tofu morbido o ricotta di capra (per chi può fare uno strappo alla regola la ricotta di capra è quella con minor contenuto di lattosio)
– maggiorana
– noce moscata
– sale
– olio extravergine d’oliva
– pan-grattato
 
Procedimento:
Pulite le verdure. Non ho dato quantità precise perchè solitamente vado ad occhio, l’importante è che più o meno sia patate che fagiolini siano presenti in quantità simili.
Lessate le patate sino a farle diventare morbide e fate lo stesso con i fagiolini.
Schiacciate le patate con il passaverdure, tagliate con la mezzaluna i fagiolini in modo fine ma non troppo e unite il tutto in una terrina capiente. Aggiungete un cucchiaio o due d’olio.
A questo punto se non avete problemi e fate la ricetta originale aggiungete le uova, il parmigiano, la maggiorana, la noce moscata e aggiustate di sale.
Se invece fate la versione rivista unite 200g circa di tofu o ricotta di capra al composto, maggiorana, noce moscata e sale quanto basta.
Amalgamate tutto il composto in modo omogeneo con una forchetta. Ungete una teglia con un filo d’olio (evitate la carta da forno in questo caso perchè il polpettone altrimenti tende a rimanere crudo) e versatevi dentro il composto; spianate il tutto con un cucchiaio e decorate la superficie con una forchetta, spolverizzatelo con del pan grattato (pane secco macinato).
Questo è il mio prima di essere infornato
 
 
infornate a 200 gradi per mezz’ora a forno statico, per rendere la superficie un pò più abbrustolita io gli ultimi 5 minuti di cottura aziono il forno ventilato. 
Una volta cotto lasciatelo intiepidire e servitelo con un contorno a piacere. E’ ottimo sia tiepido che a temperatura ambiente.



Buon appetito 🙂

 
 

IN CUCINA CON NATURALMENTEJO: BISCOTTI VEGAN AL CACAO

Ciao Ragazze!!!
Innanzitutto volevo iniziare il post RINGRAZIANDO le nuove iscritte!! Non so cosa sia successo ma negli ultimi giorni in parecchie si sono iscritte al blog!
GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE <3
Detto questo..vorrei introdurre un argomento che mi sta parecchio a cuore e che era mia intenzione affrontare: la CUCINA VEGAN!
Le mie lettrici più assidue avranno capito che la sottoscritta è abbastanza un catorcio ^^, infatti ho parecchie allergie alimentari che rendono la mia dieta piuttosto monotona.. si aggiunga inoltre che carne e pesce non mi piacciono (sopporto il pesce ma la carne la trovo immangiabile), latte e uova mi fanno star male e in più mi sento molto affine al pensiero vegetariano e vegano.. in conclusione vivo d’aria.. scherzi a parte, nell’ultimo periodo mi sono imposta di cominciare a cucinare qualcosa di sfizioso.. inutile dire che il mio primo pensiero sono stati i biscotti al cioccolato.. dal 2008 infatti ho eliminato totalmente latte e uova, così facendo mi sono giocata praticamente qualsiasi dolce.. in commercio trovo solo delle brioches piuttosto cartonose alla marmellata di albicocche.. ma niente che contenesse del cioccolato!
Ahimè i biscotti non sono mai stati il mio forte e senza una valida ricetta sono sempre stata restia nel provare a fare dei biscotti vegan.. sino a che non sono incappata nel canale you tube di Valentina.. fantastico *________* [clicca qui]. Valentina nei suoi video infatti mostra un sacco di ricettine sfiziose e strordinariamente semplici.. così quando ho visto nel suo video che era possibile fare dei biscotti vegan, non ho potuto resistere e ci ho provato! Questo è il video a cui mi riferisco:
Vi riassumo brevemente ingredienti, dosi e procediemento nel caso vogliate provare anche voi:
  • 350 g di farina 00 (ho usato la farina di riso perchè avevo terminato la 00)
  • 150 ml di latte di soia (avevo il latte di riso in casa e ho utilizzato quello)
  • 100 g di zucchero di canna integrale
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 70 ml di olio di semi (ho utilizzato l’olio di semi di mais)
  • lievito (non ho trovato il cremor tartaro ma ho utilizzato comunque un lievito della biovegan acquistato al NaturaSi)
  • una presa di sale
Ho inoltre aggiunto nell’impasto del cioccolato fondente al 70% grattuggiato [facoltativo]
farina, zucchero, cioccolato, lievito e sale

In una terrina unite la farina, lo zucchero, la cioccolata grattuggiata o del cacao in polvere, lo zucchero, il lievito e il sale.

emulsione di latte vegetale e olio
A parte emulsionate il latte vegetale e l’olio, dopo di che unite la parte liquida alle polveri aiutandovi a stemperare il tutto con una frusta. Una volta incorporato tutto il liquido passate ad impastare con le mani sino ad ottenere una palla di pasta morbida e liscia. Capirete se avrete ottenuto la giusta consistenza se pizzicando la pasta questa non creperà.
Mettere la vostra palla in frigo avvolta in una pellicola per mezz’oretta e nel frattempo accendete il forno a 200°C.
Passata la mezz’ora stendete la pasta ad un’altezza di mezzo centimetro e sbizzarritevi con le formine! Io per i miei biscotti ho scelto delle formine miste.
pasta frolla veg stesa

Adagiate i vostri biscotti su una placca rivestita di carta forno e infornate a 200°C per 15 minuti (ovviamente queste sono le tempistiche del mio forno). 

tutti in forno!!

Una volta cotti, sfornateli e lasciateli raffreddare!
Essendo che non ero ancora soddisfatta.. ho improvvisato una variegatura al cioccolato con i seguenti ingredienti:

  • cioccolato fondente
  • zucchero
  • acqua q.b.
ho fatto sciogliere il tutto a bagno maria e ho tentato una decorazione simile a quella dei tegolini della mulino bianco… ^^””” come noterete il risultato è stato alquanto disastroso..
tralasciando l’aspetto sfigato dei miei poveri biscotti.. posso disrvi che il cioccolato si è solidificato dopo un’oretta 🙂 quindi la glassatura è riuscita!
Inoltre, fatto non trascurabile, sono anche venuti buoni e li ha persino apprezzati il mio ragazzo!
prossimamente credo che replicherò, questa volta munendomi anche di un bel porta biscotti e facendone di più tipi e magari provando a variare la glassatura 🙂
Spero di avervi fatto venire un pò di fame!Alla prossima Followers!