CURA DEI CAPELLI ATTO I: I tensioattivi

Ciao a tutte Naturine! Proprio oggi, dopo aver caricato sul mio profilo facebook la foto del post-hennè, una mia amica  mi ha fatto i complimenti per i capelli chiedendomi consiglio per i suoi che sono lunghi e rovinati dalla piastra. 
Chiaccherando un pò è venuto fuori che utilizza come shampoo il sunsilk. Ho pensato perciò di scrivere alcuni post dedicati alla cura del capello.
Arriviamo al dunque: una cosa che in casa non manca mai è proprio lo shampoo.. Lo shampoo è un detergente e la sua azione lavante è data dai tensioattivi sintetici o di origine vegetale. Esistono moltissimi tipi di tensioattivi, negli shampoo da supermercato, i più comuni sono di origine sintetica e sono lo Sles (Sodium Laureth Sulfate) e Sls (Sodium Lauryl Sulfate).
Per capire meglio l’azione di questi tensioattivi riporto qui sotto uno stralcio del libro “Cosmesi naturale pratica” di Francesca Marotta (è un libro gratuito che potete scaricare per intero qui ) e il link ad un’interessante articolo di “Sai cosa ti spalmi”.

“I più usati nei prodotti detergenti come shampoo, bagnoschiuma e dentifrici sono il sodio laurilsolfato (in inglese: Sodium Lauryl Sulfate o SLS) e il sodio lauriletere solfato (Sodium Laureth Sulfate o SLES). Si tratta di due tensioattivi molto sgrassanti (soprattutto l’SLS) e molto discussi, usatissimi perché decisamente economici, divenuti recentemente “famosi” grazie alle notizie fatte circolare su Internet a proposito della loro cancerogenicità. L’azione detergente di questi due tensioattivi e di molti altri è spesso troppo drastica: durante il lavaggio possono rimuovere non solo lo sporco ma anche il MAI, arrivando anche a sciogliere quella parte del MAI* che cementa insieme le lamelle cornee. I lavaggi troppo drastici innescano spesso un circolo vizioso: su alcune parti del corpo provocano secchezza e screpolature rendendo indispensabile l’uso delle creme; su altre parti, come ad esempio il cuoio capelluto, lo sgrassaggio eccessivo provoca per reazione una iperproduzione di sebo (effetto rebound), portando al fenomeno dei capelli grassi e spingendo a lavaggi sempre più frequenti.”
*MAI = mantello acido idrolipidico; il MAI, composto da sebo e acqua, ha la funzione di “collante” delle lamelle cornee, dona inoltre elasticità alla pelle e ne conserva la sua normale idratazione.
Ecco cosa riporta Francesca Marotta riguardo alla cancerogenicità di Sles e Sls:

“Recentemente su Internet sono circolati diversi messaggi allarmanti che, con toni apocalittici («state avvelenando la vostra famiglia?»…), affermavano che il sodio laurilsolfato (SLS) e il sodio lauriletere solfato (SLES) sono cancerogeni. Questi due tensioattivi sono diffusissimi e vengono usati nella grande maggioranza dei detergenti convenzionali come shampoo, bagnoschiuma, dentifrici e saponi liquidi, in proporzioni variabili. Ai messaggi di allarme sono poi seguite diverse smentite, e si è ovviamente generata una grande confusione. Attualmente non esiste una letteratura scientifica che provi la cancerogenicità di questi due tensioattivi; ma esiste invece ampia letteratura sugli altri effetti indesiderati di queste sostanze. L’SLS è molto sgrassante e viene usato anche per pulire motori e officine meccaniche, e come sverniciante. Può essere irritante per la pelle e per gli occhi e aumenta la permeabilità della pelle, cosa ovviamente pericolosa quando nello stesso prodotto sono presenti altre sostanze potenzialmente nocive. Può ritardare la cicatrizzazione delle lesioni della cornea, e può danneggiarla (a seconda della concentrazione e del tempo di contatto) soprattutto nei bambini. Lo SLES è decisamente meno aggressivo delI’SLS, ma durante la sua produzione si forma diossano, una sostanza cancerogena da eliminare dal prodotto finale, e che può contaminarlo in traccia. Alcune ricerche proverebbero che lo SLES può reagire con altre sostanze comunemente presenti nei cosmetici, portando alla formazione di nitrosammine, altre sostanze cancerogene che possono penetrare attraverso la pelle. Tutto questo non autorizza a considerare necessariamente pericolosi i prodotti che contengono SLS e SLES, visto che molto dipende anche dalla concentrazione, dalle altre sostanze contenute e dal tempo di contatto con la pelle; è importante però sottolineare che si tratta di due tensioattivi dal forte impatto ambientale e la cui azione sgrassante, se non bilanciata dalla presenza di altri tensioattivi più delicati, può essere troppo energica.”
Oltre ai tensioattivi sopracitati ne esistono anche di delicati e di origine vegetale come la betaine [Cocoamidopropyl betaine], il sarcosinato [Sodium lauryl Sarcosinato], composti di proteine idrolizzate ecc.. Questi tensioattivi sono ovviamente preferibili allo Sles e al Sls in quanto, soprattutto negli shampoo, sono una delle prime cause dell’effetto “capello perennemente unto”.
Esempi di shampoo a base di questi tensioattivi delicati sono: Bio Bio Baby e gli shampoo Forsan (contenenti il sarcosinato), gli shampoo Bjobj (con betaine).
Con i tensioattivi credo di aver concluso.. il prossimo post della “saga” sarà dedicato a tutti quegli ingredienti che vanno evitati negli shampoo ma anche più in generarale nei prodotti per la cura della persona! 

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